Economia reale, politiche agricole e innovazione. L’Umbria accoglie il meglio del made in Italy legato all’agricoltura. Attesi migliaia di visitatori da tutto il Paese dal 27 al 29 marzo 2026.
Zootecnia al centro con il meglio del patrimonio nazionale e racconta una storia fatta di imprese agricole, allevatori, innovazione e comunità che negli anni hanno costruito qui, a Bastia Umbra, uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati alla zootecnia e alla filiera agroalimentare.
Tre temi caratterizzano l’edizione di Agriumbria 2026 per il comparto agromeccanico. In una fase segnata da incertezza normativa e dalla necessità di programmare per tempo gli investimenti e gli adempimenti sulla revisione, la Federazione porterà in fiera un programma di incontri orientato a fornire strumenti operativi e indicazioni chiare per concessionari e imprese agricole senza perdere di vista il tema strategico del ricambio generazionale. Accanto ai temi economici e normativi, Federacma conferma ad Agriumbria il proprio impegno verso le nuove generazioni
CONFERMATO il salone specializzato e l’area demo dedicati alla forestazione. Tra le novità si segnala uno spazio dedicato alle federazioni di costruttori e rivenditori di macchine agricole.
Una scelta derivante dalla considerazione che nell’attuale panorama fieristico nazionale il settore forestale soffre spesso di una sotto rappresentazione. In genere macchine ed attrezzature per i lavori in bosco e la “prima lavorazione del legno” trovano infatti una vetrina, non specifica, nelle manifestazioni dedicate alla meccanica agricola o al settore del garden.
Ad Agriumbria sarà presente dunque un’area dinamica dove le aziende espositrici saranno messe nelle condizioni di mostrare al meglio le proprie macchine attraverso delle dimostrazioni di filiera che illustrano le varie fasi di lavoro.
Un particolare focus sulla ZOOTECNIA. Saranno presenti più di 600 capi, tra bovini, ovini, equini, suini, caprini e avicunicoli, con tutte le razze italiane da carne, mostre e rassegne di razza, aste e concorsi di animali iscritti ai libri genealogici oltre all’irrinunciabile vetrina degli animali di bassa corte.
Un momento di confronto dedicato al rafforzamento della zootecnia da carne nazionale, con focus su: investimento nella selezione e nel miglioramento genetico; valorizzazione delle razze da carne nel modello vacca-vitello e nel Beef on Dairy; gestione produttiva e sanitaria; innovazione tecnologica e attrattività per le nuove generazioni; tavola rotonda su ricadute economiche, sociali e ambientali della produzione di ristalli.“
Le fiere – conclude Antonio Forini – non sono più soltanto spazi espositivi: diventano piattaforme di confronto, di relazioni e di sviluppo economico. Ed è esattamente questo il ruolo che Agriumbria vuole svolgere. Questa manifestazione rappresenta una delle principali vetrine nazionali della zootecnia, un settore strategico per l’agricoltura italiana e fondamentale per la qualità delle nostre produzioni agroalimentari.
Ma rappresenta anche qualcosa di più: è il luogo dove le filiere si incontrano e dialogano, dove imprese, associazioni agricole, istituzioni e mondo della ricerca possono confrontarsi sulle sfide dei prossimi anni.
Per questo abbiamo voluto rafforzare il lavoro con le principali organizzazioni agricole Coldiretti, Confagricoltura e CIA — perché Agriumbria deve essere sempre più la casa comune dell’agricoltura italiana. Come presidente di Umbria Fiere, credo che il nostro compito sia proprio questo: mettere a disposizione infrastrutture, spazi e strumenti per far crescere le filiere economiche del territorio. E per farlo stiamo lavorando a un progetto di evoluzione del centro fieristico.
Umbria fiere deve diventare sempre di più una infrastruttura economica strategica per l’Umbria e per il Centro Italia: un luogo capace di attrarre eventi, investimenti, innovazione e nuove opportunità per le imprese”.
I SALONI SPECIALIZZATI DA NON PERDERE
Milktec: Salone dedicato alla tecnologia lattiero-casearia.Bancotec, Enotec, Oleatec: spazi tematici per la valorizzazione delle filiere agroalimentari. Punti ristoro Italialleva: offrono carni 100% italiane, valorizzando le razze autoctone.