Arga Marche | Associazione dei Giornalisti specializzati nell’informazione dei settori agricoltura
alimentazione, ambiente, energie rinnovabili, boschi, foreste, caccia, pesca e territorio.

Carbon farming nelle Marche, 42 aziende pronte a vendere i primi crediti di carbonio

Il progetto europeo GECO 2.2, coordinato sul territorio da Legacoop Marche, ha coinvolto 77 aziende agricole: 42 sono risultate idonee alla generazione di crediti di carbonio. Oltre 2.000 tonnellate di CO₂ sequestrate e 164 crediti già caricati sulla piattaforma.

C’è un nuovo mercato che sta prendendo forma nelle campagne delle Marche: quello dei crediti di carbonio generati dall’agricoltura. Vigneti, oliveti e terreni agricoli diventano così parte della transizione verso un’agricoltura più sostenibile, grazie a pratiche agronomiche in grado di aumentare il sequestro di CO₂ nel suolo.

Il fenomeno è al centro del progetto europeo GECO 2.2, realizzato nell’ambito del programma Interreg Italia-Croazia, che ha visto Legacoop Marche impegnata nel coinvolgimento delle imprese agricole e nella sperimentazione di un primo mercato regionale legato al carbon farming.

Carbon farming nelle Marche: 42 aziende agricole idonee

I numeri del progetto mostrano una partecipazione significativa. Sono state 77 le aziende agricole contattate, mentre 64 sono state sottoposte a una valutazione tecnica per verificare la possibilità di generare crediti di carbonio.

Di queste, 42 aziende sono risultate idonee, pari a oltre il 65% delle realtà sottoposte alla valutazione.

Il profilo prevalente è quello di aziende agricole collocate nelle aree collinari e interne delle Marche, con una forte presenza di viticoltura e olivicoltura e una significativa vocazione verso le pratiche di agricoltura biologica. La superficie media delle aziende coinvolte è di circa 48 ettari.

Un dato che mostra come il carbon farming possa trovare applicazione concreta anche in sistemi agricoli caratterizzati da produzioni di qualità e da una forte integrazione con il territorio.

Oltre 2.000 tonnellate di CO₂ sequestrate

Il progetto GECO 2.2 ha consentito di quantificare gli effetti delle pratiche agricole adottate sul sequestro del carbonio nel suolo.

Le attività realizzate dalle aziende coinvolte hanno permesso di stimare oltre 2.000 tonnellate di CO₂ sequestrata, mentre i primi 164 crediti di carbonio sono stati caricati sulla piattaforma dedicata alla commercializzazione.

Anche il mercato ha mostrato i primi segnali di risposta: nella fase pilota, il 30,3% dei crediti disponibili è stato venduto.

Si tratta di un dato particolarmente significativo per un mercato ancora in fase di sviluppo in Italia, perché indica l’esistenza di una domanda concreta per strumenti capaci di collegare la sostenibilità ambientale delle pratiche agricole a un possibile ritorno economico per le imprese.

Legacoop Marche: “Il carbon farming è un’opportunità economica”

«Il carbon farming non rappresenta soltanto un dovere etico verso la salute del pianeta, ma un’opportunità economica inedita e tangibile per il nostro tessuto rurale», sottolinea Simone Cecchettini, coordinatore di Legacoop Marche.

«Grazie al progetto GECO 2.2 abbiamo dimostrato che le pratiche agronomiche sostenibili, già adottate da molte nostre cantine e oliveti d’eccellenza, possono essere misurate, certificate e remunerate attraverso il mercato volontario dei crediti di carbonio».

Secondo Cecchettini, uno degli elementi centrali del progetto è stato il lavoro di accompagnamento delle aziende agricole: «La vera sfida vinta è stata superare la diffidenza iniziale e la scarsa conoscenza dello strumento, affiancando passo dopo passo i produttori con visite in campo, analisi dei quaderni di campagna e supporto tecnico continuo».

Università Politecnica delle Marche e partner al fianco delle aziende

La sperimentazione del carbon farming nelle Marche è stata sostenuta da una rete di soggetti che ha affiancato Legacoop Marche nelle attività tecniche, scientifiche e di divulgazione.

Il lavoro di mainstreaming è stato sviluppato con la Università Politecnica delle Marche, con il supporto tecnico specialistico di Vinea Società Cooperativa e Atlantis Srl.

Un ruolo importante è stato svolto anche dalle attività di formazione e confronto con il mondo agricolo, attraverso appuntamenti organizzati sul territorio. Tra questi l’evento intermedio di Ancona e i seminari specialistici realizzati presso l’Enoteca Regionale di Offida.

L’obiettivo è stato fornire agli agricoltori strumenti concreti per comprendere il funzionamento del mercato dei crediti di carbonio e valutare l’applicabilità delle pratiche di sequestro della CO₂ alle proprie aziende.

Dal Piceno all’Appennino: la mappa delle aziende coinvolte

La partecipazione al progetto ha interessato diverse aree delle Marche, confermando la diffusione del fenomeno sul territorio regionale.

Le aziende coinvolte si trovano, tra gli altri, nei territori di Offida, Arcevia, Castelbellino, San Severino Marche e Ripatransone, oltre che nelle aree di Macerata e della provincia di Pesaro e Urbino.

Una distribuzione territoriale che evidenzia come il carbon farming possa interessare realtà agricole differenti, accomunate dalla possibilità di integrare pratiche sostenibili, misurazione del sequestro di carbonio e nuovi strumenti di valorizzazione economica.

Il futuro del mercato dei crediti di carbonio nelle Marche

Con la conclusione della fase pilota, la sfida passa ora dal progetto sperimentale alla costruzione di una filiera stabile del carbon farming.

«Questa fase pilota getta le basi per una filiera stabile», conclude Cecchettini. «Occorrerà proseguire su due fronti: potenziare il dialogo istituzionale a livello regionale e creare strumenti di divulgazione e formazione continua, affinché ogni agricoltore marchigiano veda nella sostenibilità non un costo burocratico, ma un moltiplicatore di reddito e competitività».

Il percorso avviato con GECO 2.2 mostra quindi come il sequestro di CO₂ in agricoltura possa diventare un elemento misurabile e potenzialmente valorizzabile anche per le aziende agricole marchigiane.

Dalle pratiche agronomiche alla certificazione, fino alla vendita dei crediti: nelle Marche il carbon farming entra così nella fase della sperimentazione concreta, con una prima rete di aziende già coinvolte e un mercato che ha iniziato a muovere i suoi primi passi.

 

Veronique Angeletti