Il tartufo bianco delle Marche torna protagonista a Sant’Angelo in Vado, nell’entroterra della provincia di Pesaro e Urbino. Dal 10 ottobre al 1° novembre 2026 il borgo ospita la 63ª Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche, una delle manifestazioni più longeve d’Italia dedicate al prezioso prodotto del bosco.
L’appuntamento, nato nel 1964 e secondo in Italia per longevità solo alla storica manifestazione di Alba, propone un viaggio che parte dal bosco e dalla cerca del tartufo per arrivare alla cucina, alle degustazioni e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio.
Mostra del Tartufo 2026 a Sant’Angelo in Vado: quattro weekend tra tradizione e gastronomia

Per quattro fine settimana il centro storico di Sant’Angelo in Vado sarà animato da produttori, artigiani, cantine enogastronomiche, degustazioni, incontri, cooking show e appuntamenti culturali.
Ma la Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato non è soltanto un evento gastronomico. Il tartufo rappresenta infatti una parte importante dell’identità della comunità vadese e del rapporto tra le persone, il bosco e l’ambiente.
Il territorio di Sant’Angelo in Vado si estende per circa 6.734 ettari, interamente classificati come montani, con una significativa presenza di aree boschive. Qui ha sede anche il primo Centro Sperimentale di Tartuficoltura delle Marche, dedicato alla ricerca, alla sperimentazione, alla formazione e alla tutela degli habitat tartufigeni.
Cerca del tartufo nelle Marche: l’esperienza nel bosco
Uno dei temi centrali della 63ª edizione sarà la cerca del tartufo, una pratica che a Sant’Angelo in Vado viene tramandata di generazione in generazione.
Nell’Alta Valle del Metauro si contano circa 23 tartufai di riferimento, ma la cultura della cerca è molto più ampia e affonda le proprie radici nella conoscenza dei boschi, dei tempi della natura e degli habitat dove cresce il tartufo.
A rendere particolare questa tradizione è soprattutto il rapporto tra tartufaio e cane da cerca. Una relazione fatta di esperienza, conoscenza e collaborazione, che rappresenta il cuore stesso della ricerca del tartufo.
Nel 2021 la “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” è stata iscritta dall’UNESCO nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
Durante la Mostra sarà possibile partecipare a uscite guidate nei boschi, accompagnati dai tartufai e dai loro cani, per conoscere da vicino le pratiche che precedono la degustazione del tartufo.
Dal bosco alla tavola: degustazioni e cooking show

Il percorso dedicato al tartufo bianco pregiato delle Marche proseguirà dal bosco alla tavola.
Nel centro storico saranno presenti cantine enogastronomiche, produttori e artigiani, mentre il programma proporrà degustazioni, incontri e cooking show dedicati al tartufo e alle altre eccellenze enogastronomiche marchigiane.
Tra gli appuntamenti inaugurali, sabato 10 ottobre, ci sarà la preparazione in piazza della spettacolare maxi frittata da mille uova, realizzata dall’Accademia Gastronomica Antonio Bedini Chef in collaborazione con Martelli Fabiano Tartufi.
Tra gli chef protagonisti dell’edizione 2026 figurano Daniele Patti, del ristorante Lo Scudiero di Pesaro, e Riccardo Agostini, chef del Piastrino di Pennabilli, mentre AIS Marche curerà appuntamenti dedicati al rapporto tra vino, tartufo e territorio.
Tartufo e motori: il Motoraduno Internazionale
Non solo gastronomia. A Sant’Angelo in Vado la cultura del tartufo incontra anche quella dei motori.
Il 17 e 18 ottobre torna il Motoraduno Internazionale del Tartufo, organizzato dal Motoclub Tonino Benelli. L’edizione 2026 sarà inoltre legata ai 50 anni dalla nascita della MBA – Morbidelli Benelli Armi, fondata proprio a Sant’Angelo in Vado nel 1976 da Giancarlo Morbidelli, Paolo Benelli e Innocenzo Nardi-Dei.
La storia della MBA è legata a importanti successi nel motociclismo internazionale: dalla realtà vadese uscirono moto capaci di conquistare quattro titoli mondiali nella classe 125, oltre a titoli italiani ed europei.
Durante il Motoraduno saranno aperte anche le Cantine Monumentali del Motoclub Tonino Benelli, creando un incontro tra due elementi profondamente legati alla memoria della comunità: il tartufo e la passione per le due ruote.
Trofeo Sergio Perrotta e “Tartufo in Gioco”
Il 24 e 25 ottobre il programma della Mostra tornerà a concentrarsi sulla cerca.
Domenica mattina, nell’area della Domus del Mito, si svolgerà la 54ª edizione del Trofeo Sergio Perrotta, storica gara di cerca al tartufo. La Domus del Mito è una villa di epoca romana caratterizzata da oltre mille metri quadrati di mosaici policromi.
Nel pomeriggio sarà invece la volta di “Tartufo in Gioco”, il Palio della Cerca che coinvolgerà i rioni di Sant’Angelo in Vado in una competizione dedicata alla ricerca del tartufo.
Un appuntamento pensato per trasformare un sapere antico in un momento di partecipazione collettiva e per raccontare una tradizione ancora profondamente radicata nella comunità.
Fiera dei Tartufai: il gran finale del 1° novembre
La 63ª Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche si concluderà domenica 1° novembre con la Fiera dei Tartufai.
L’appuntamento conserva la memoria di una consuetudine antica: dopo il primo mese trascorso nei boschi, i tartufai scendevano in città con i guadagni della cerca per acquistare le provviste necessarie ad affrontare l’inverno.
Per tutta la durata della manifestazione il centro storico ospiterà inoltre stand dedicati ai prodotti tipici delle Marche, all’artigianato, mostre, spazi espositivi e iniziative culturali e gastronomiche.
Tartufo d’Oro 2026: i premiati

Tra gli appuntamenti della Mostra torna anche il Tartufo d’Oro, riconoscimento destinato a personalità del mondo delle istituzioni, dell’informazione, dello spettacolo, dello sport e della cultura.
Tra i premiati dell’edizione 2026 figurano Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti; Roberto Sergio, direttore generale della RAI; Agostino Scornajenchi, amministratore delegato di SNAM; il pilota motociclistico Mattia Pasini e il direttore del TG1 Gian Marco Chiocci. Tra gli ospiti e premiati dell’edizione figurano inoltre Aida Yespica, Gabriel Garko e Pamela Prati.
Sant’Angelo in Vado e il futuro del tartufo bianco
La Mostra nasce dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni e realtà del territorio. È organizzata dal Comune di Sant’Angelo in Vado con il sostegno della Regione Marche, dell’Unione Montana Alta Valle del Metauro e della Camera di Commercio delle Marche, con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino e di Confartigianato Imprese Ancona e Pesaro e Urbino. Partecipano inoltre il Motoclub Tonino Benelli, l’Associazione Pro Loco Tifernum Metaurense e l’Associazione Nazionale Città del Tartufo.
Il filo conduttore dell’edizione 2026 è quindi un racconto che parte dal tartufo bianco pregiato per arrivare al territorio che lo rende possibile: il bosco, la biodiversità, i tartufai, i cani, la ricerca scientifica, la cucina e una tradizione che continua a essere parte della vita della comunità.
Come sottolineato dal curatore scientifico Francesco Martinelli, raccontare il tartufo significa anche raccontare l’ambiente e l’habitat da cui dipende la sua presenza, con l’obiettivo di conoscere e proteggere questo patrimonio nel futuro.
Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche 2026: informazioni
Dove: Sant’Angelo in Vado, provincia di Pesaro e Urbino
Quando: dal 10 ottobre al 1° novembre 2026
Edizione: 63ª Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche
Il programma completo degli appuntamenti è disponibile sul sito ufficiale della manifestazione: mostratartufo.it.